causeiamyourlady:

fioridipescoappassiti:

mi innamorerei di te ogni volta.

Cazzo

causeiamyourlady:

fioridipescoappassiti:

mi innamorerei di te ogni volta.

Cazzo

(via i-iwishyouwerehere)

"Stringi i denti piccola signorina."

Mockingbird, Eminem. (via sheislosingherself)

(via sheislosingherself)

"La gente era limitata e diffidente tutta uguale. E io devo vivere con queste teste di cazzo per il resto della mia vita."

— Bukowski. (via lazonaimbarazzo)

Cose da appiccicare alla porta di casa.

(via oceanineituoiocchi)

(Fonte: ragazzosenzacuore, via dipingolanoia)

(Fonte: stopharry2014)

"Ti ho conosciuto al liceo.
Che poi, le belle storie iniziano sempre così: si conoscono tutti al liceo.
Io avevo l’età giusta per sbagliare, tu avevi l’età giusta per imparare a superare gli errori.
Io amavo letteratura italiana, tu matematica.
Io cercavo di spiegarti le poesie di Guinizzelli e di Leopardi, tu cercavi di insegnarmi le equazioni quantistiche.
Era divertente, perché nessuno dei due ci capiva niente. Tu finivi per associare il valore di x ad una qualche rima, mentre io mi ritrovavo ad elevare al quadrato il titolo delle poesie.
Ricordo quando scrissi involontariamente un piccolo 3 accanto alla poesia ”Fratelli” di Ungaretti, che quasi sembrava fosse stata elevata al cubo e tu, sorridendo, dicesti:
”Ma così diventa una famiglia intera.”
Spesso non sapevo spiegarmi perché ci amassimo, con tutte le nostre differenze, tutte i nostri dettagli opponibili, tutte le nostre incongruenze. Con gli anni, ho imparato che l’amore, semplicemente, leviga queste incongruenze, fino a fare combaciare le due parti.
E noi ci baciavamo, e combaciavamo.
Se mi chiedessero come mi sono innamorata di te, penso che la mia spiegazione li farebbe divertire.
Le mie amiche mi raccontano sempre di come siano rimaste incantate dalle mani, dallo sguardo, dalle labbra, dal carattere del loro primo amore.
Io mi innamorai del tuo nome.
Giacomo.
Tu eri il mio Leopardi, e le tue poesie più belle le scrivevi con gli occhi."

(via linearetta)

" Io mi innamorai del tuo nome. Giacomo.  Tu eri il mio Leopardi, e le tue poesie più belle le scrivevi con gli occhi. " è la cosa più bella che io abbia mai letto.

(via ventiduenovembreduemiladieci)

Che meraviglia.

(via crederci)

Reblog tutta la vita.

(via vivodicitazioni)

Linearetta

(via linearetta)

La meraviglia.

(via nonricordocomesivola)

Dio santo le lacrime

(via seilamiamarea)

Oddio

(via l-oceanoneituoiocchi)

Dio

(via cuttingforlive)

Dio mio

(via fourteenblushes)

aa

(via li-vidi)

I crampi nello stomaco per l’ultima frase,oddio.

(via ridomentredentrostomorendo)

(via felllikeajewsharp)

"

Pomeriggio.

La campanella suonò. ”Dio finalmente é finita” pensò. Prese le sue cose e usci di corsa. Mentre scendeva le scale canticchiava la solita canzone che ascoltava sempre. Srotolò le sue cuffie e se le mise.

Il baccano del mondo esterno finì. Ora c’erano solo lui, la sua musica e i suoi occhi persi nel vuoto. Uscì dal cancello principale, alzò lo sguardo un po’ accecato dal sole e li, seduta sul marciapiede la vide.

Aveva gli occhi scuri, neri. Neri come la pece, no non era pece era un pozzo. Un pozzo nero. Lui nei suoi occhi non ci vide il mare. Ci vide un pozzo. Nero. Non si vedeva l’acqua. Tutto avvolto dalle tenebre. Aveva quel sorriso accennato. Non era falso come il suo. Era vero. Stava sorridendo. Sorridendo a qualcuno. ”Ma a chi?” Pensò.

Il loro sguardi si incrociarono solo per 1 secondo. Sai quel tipo di sguardi? Quelli che durano pochissimo ma che poi ti portano a ricercare di nuovo il suo sguardo. Lui era rimasto fermo all’uscita. Non sentiva più la musica nelle sue orecchie. Era li. In piedi. Cercò di nuovo il suo sguardo ma non lo trovò. Era troppo impegnata a parlare con i suoi amici.

Si sbloccò e andò via. Corse via. Si tolse le cuffie, voleva sentire il rumore del vento che in certe giornate era l’unico che lo capiva. Andò in un parchetto, si mise sull’altalena e aspettò. Non aspetto lei, no. Aspettò un’altra folata di vento che gli ricordasse di essere ancora vivo.

In quei giorni tirava un forte vento primaverile, unito alle tipiche piogge di marzo. Gli alberi frusciavano e sembrava che dicessero qualcosa, sembrava che volessero parlare proprio con lui. Ma lui era troppo sordo per ascoltarli.

La folata arrivò. Gli spinse i capelli all’indietro e sentí il vento accarezzare la sua pelle. Sentì come una carezza, una carezza pungente. ”Sono vivo!” urlò. Aprí il suo North Face e dalla tasca interna prese i suoi drum. Con perizia se ne rollò uno e lo accese. Tentennò un attimo prima di accenderlo. Gli parve di aver sentito delle risate di ragazzi. Si guardò intorno. Niente. Non c’era nessuno. Fece spallucce e lo accese. Si rimise sull’altalena e lasciò che i vento lo cullasse. Ora si sentiva al sicuro, si sentiva protetto, si sentiva bene. Eppure c’era ancora qualcosa che gli mancava in quella situazione. Riordinò le idee e si ricordò di qualche mese prima. Ancora quella frase. Chiuse gli occhi per concentrarsi a rimuoverla, ma ottenne solo nuove lacrime. Dopo qualche secondo li riaprì e per soffocarle puntò lo sguardo al cielo.

In quel momento passò un gruppo di ragazzi. ”Ecco da dove venivano quelle voci” pensò. Si girò di spalle per non farsi vedere.

Una ragazza di quel gruppo si fermò. Lo guardò bene e disse :-Ei tu. Io ti conosco.

-Non credo- replicò lui- nessuno conosce una persona come me.

-Si invece, sei quello di tumblr no?

Dopo aver sentito questo si mise in piedi prese lo zaino e se ne andò.

-Ehi dove vai? Disse la ragazza.

-A casa.

Nessuno fino a quel momento lo aveva notato. Nessuno. E ora quella sconosciuta che non aveva neanche visto in faccia lo aveva scoperto. Nel tragitto per tornare a casa si interrogò su chi mai fosse stata quella ragazza con quella voce così soave. Farneticava. ”Magari era la stessa che ho visto davanti scuola” pensava. ”Ma no. É praticamente impossibile. Anche perché quella era una ragazza felice, non hai visto il suo sorriso? Era ovviamente felice. Come può una ragazza felice avere tumblr?”

Troppi pensieri gli riempivano la testa. Non si accorse di aver sbagliato strada. Si fermò un momento. Cerco di capire dove i suoi piedi l’avessero portato. Si guardo intorno e capì. Capì tutto.

"

— (via ilragazzomannaggiacristo)

(Fonte: ilragazzoaduefacce, via felllikeajewsharp)

"Ultimamente litigo con così tante persone che quando ho voglia di parlare con qualcuno devo ricordarmi se posso farlo."

(via malibucheerful)

Ahah.

(via wakemeupasdfghj)

Gia. ..

(via tuttohauniniziocomeunafine)

Madò, ahahahahahah

(via armarsi)

(Fonte: ilmaredinverno, via felllikeajewsharp)

"Io l’amavo. Amavo lei e i suoi capricci, il suo viso, la sua voce da puttana innocente. Succedeva sempre così: potevo scappare e riempirmi la vita di sogni, ma quando lei non c’era, quando lei smetteva di sfiorarmi, cazzo, quando lei non mi sfiorava più, io sfiorivo."

Charles Bukowski. (via uraganinellostomaco)

(Fonte: sopra-e-sotto, via felllikeajewsharp)

datemileistruzionipervivere:

·Paradise·.♡